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01-03-2009 21:30
Offida (Ascoli Piceno)
Teatro Serpente Aureo, Corso Serpente Aureo
Intero 10; ridotto 8
Andy J.FOREST (USA) - Harp, Frattoir, vocals
Heggy VEZZANO (I) - Guitars
Luca TONANI (I) - Bass
Pablo LEONI (I) - Drums, Percussions

L’anno scorso, la rivista “Blues Revue” classificando il cd di Andy J.Forest “Letter from Hell”, lo ha definito come uno dei 15 cd che in 15 anni hanno dimostrato che il blues è vivo e si sta evolvendo.

Poliedrico artista, armonici-sta, cantante, chitarrista, ma anche attore, testimonial pubblicitario, songwriter, scrittore e anche pittore, vanta delle credenziali note-voli nel suo curriculum.

Apprende le prime lezioni di armonica ascoltando dal vivo Sonny Terry, Walter Horton, Charlie Musselwhite e Rod Piazza quando era ancora un teenager.
Inizia però realmente a suonare a New Orleans nei primi anni ‘70, esibendosi con James Booker, Earl King, John Mooney, Antonie Domino, Billy Gregory e altri musicisti locali con i quali da vita ai “Radiators and the Subdudes”.
Inizia quindi la sua carriera professionale all’età di 22 anni dimostrando un stile unico fin dagli inizi.

Le sue esibizioni dal vivo, molte delle quali in importanti festival, gli hanno dato l’oppurtinità di aprire i concerti per B.B. King (7 volte), Albert King, Albert Collins, Canned Heat, Magic Slim, Robert Cray, Stevie Ray Vaughan, Buddy Guy & Jr. Wells, Clarence “Gatemouth” Brown, J. Geils & Magic Dick, Terrance Simieon, Otis Grand, The Blind Boys of Alabama, Johnny Copeland, Roy Rogers, John Hammond, Melvin Taylor, Duke Robillard e Johnny Winter. Nel 1989, al Montreaux Jazz Festival, B.B. King chiede la sua presenza durante una jam session con Bobby “Blue” Bland, Joan Baez (!) e Luther Allison; la stessa estate lo inviterà per una jam con Jeff Healy al Pistoia Blues Festival, in Italia.
Andy ha l’opportunità di suonare anche con Champion Jack Dupreee per un intero set e, con Otis Rush Band, mentre vengono ripresi dalla televisione nazionale italiana (RAI).

Altri illustri musicisi hanno avuto Andy sul palco con loro inclusi: Taj Mahal, Screamin’ Jay Hawkins, Matt Murphy, James Cotton, Walter “Wolfman” Washington, Jimmy Johnson, Sugar Blue, Willy DeVille, Louis Meyers, Johnny Heartsman, Bernard Allison, The Memphis Horns, Johnny Shines and John “Juke” Logan e anche molti festival hanno contato la sua presenza.
Si è infatti esibito al New Orleans Jazz and Heritage Festival una dozzina di volte dal 1983, al King Biscuit Festival, Trois Rivieres, Ottawa Blues Festival, Al Montreux Jazz Festival nel 1989, Cognac Blues Passions, Antwerpe Parkblues Festival, Amsterdam Blues Festival, Tamines, Beermem Blues Festival, More Blues Festival, Gulf Shores Shrimp Festival, Lokerse Feesten, Pistoia, San Remo, Nantes-Rendezvous dans l’Erdre, Lugano Blues to Bop ‘94, ‘96 & 2000, Sherbrooke Blues Festival, Windsor International Festival, Montremblant and molti altri in Francia, Italia e Canada.

Andy diventa anche molto conosciuto attraverso la rete televisiva mondiale, che trasmette parte dei suoi concerti, e delle sue interviste, in occasioni importanti.
Due suoi concerti per il “Lugano Blues to Bop Festival” vengono ripresi dalla televisione nazionale svizzera nel 1994 e nel 1996; una famosa televisione canadese fa apparire Andy J Forest Band sulle sue reti e anche la BBC trasmette Andy per il “Jazz me Blue” e, per ultimo, la rete televisiva italiana trasmette dei suoi pezzi in programmi quali “D.O.C.”, Jeans, Roxy Bar, MTV, Pickwick, San Remo Blues Festival e Ravenna Blues festival con B.B. King, Charles Brown e Tribute to Muddy Waters.

Non è solo un virtuoso dell’armonica ma anche un fertile scrittore e un bluesman autentico, ha scritto oltre 100 canzoni, la maggior parte di blues e definite da un New Orleans Style, e ha disseminato nell’arco di venticinque anni numerosi dischi.
Una discografia che testimonia bene la crescita di questo musicista che alla formidabile tecnica strumentale unisce grandi capacità espressive, ironia, forza comunicativa e un carattere esplosivo: doti che sul palco rendono ogni suo concerto un evento da ricordare.

Dopo essere stato nominato in 2 categorie per una breve storia e un poema al William Faulkner Society Awards, Andy ha scritto una novella “Letter from Hell”, la storia di una blues band di New Orleans che finisce all’Inferno, pubblicata nel febbraio del1999 in inglese, in italiano dalla Pedragon e in francese dalla prestigiosa Gallimard Editions, e accompagnata da un cd che ne è la colonna sorona.
La rivista Off Beat ha classificato 2 cd di Andy come i “migliori” delle produzioni della Louisiana nel 1999.
Dopo il popolare successo di “Sunday Rhumba”, Andy chiede un’altra volta a Anders Osborne di produrre il suo nuovo cd “Deep Down Under (in the Bywater)” registrato per Appaloosa Records, nel quale ritroviamo delle canzoni scritte da lui. Questo è un prodotto che si può definire “realizzato con le sue mani”, ha fatto dei cori in alcune canzoni, ha suonato la chitarra e il basso in un altro paio e anche la batteria. Questo “live” registrato in studio, ci riporta a i vecchi sound ma l’inclinazione delle canzoni, sofisticamente e liricamente, si estendono ad un territorio più fresco. “...le voci dominanti sono quelle delle varie harmoniche di Andy con le quali si schiera nella più alta destrezza” dice Keith Spera, scrittore musicale per il The Time Picayune.

Nel prossimo tour estivo presenterà il suo nuovo album “Real Stories”, realizzato interamente in America con il trio italiano e prodotto da Anders Osborne.
Questo trio composto da Heggy Vezzano, Luca Tonani e Pablo Leoni è la band migliore che Andy abbia mai trovato in Europa, ormai sono “on the road” da diversi anni, affiatatissimi, grintosi e precisi tanto da potersi esibire in qualsiasi contesto.
Sicuramente riusciranno a coinvolgere anche il pubblico più difficile ed esigente, ogni concerto è una riprova della loro bravura.

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